Ho usato iPhone per circa cinque anni. Non sono partito da fan di Apple: arrivavo da Android ed ero convinto che una parte del successo dell’iPhone dipendesse soprattutto dal suo valore come status symbol. Dopo iPhone 12 Pro Max e quasi tre anni con iPhone 15 Pro Max, oggi uso un iPhone 18 Pro da 512 GB. L’ho comprato tramite un operatore telefonico e il solo telefono mi è costato circa 2.200 euro.
Dopo un mese posso dirlo chiaramente: è un telefono potentissimo, ma nell’uso normale il salto rispetto al 15 Pro Max è molto meno evidente di quanto suggeriscano la scheda tecnica e il prezzo.
Questa recensione nasce dal mio esemplare, dal mio modo di usarlo e da prove eseguite direttamente. Dove esprimo una sensazione personale lo dico; dove ho un numero, pubblico il numero.
In breve: cosa mi è piaciuto e cosa no
| Mi è piaciuto | Non mi ha convinto |
|---|---|
| Il formato più piccolo è più pratico | 211 grammi si sentono molto in una mano |
| Video di qualità altissima | Foto con poca luce più rumorose del previsto |
| CPU e GPU estremamente veloci | Prestazioni grafiche che calano sotto carico prolungato |
| Microfoni, chiamate e altoparlanti buoni | Batteria insufficiente per la mia giornata intensa |
| Trasferimento e montaggio comodi con il Mac | AirPlay instabile quasi ogni giorno |
| Il tasto Controllo fotocamera è utile per scattare | Lo scorrimento sul tasto non mi sembra preciso |
Da Huawei P30 Pro ad Apple
Prima di entrare nel mondo Apple usavo un Huawei P30 Pro. Era veloce e faceva buone fotografie e buoni video, ma alcune applicazioni si bloccavano e la batteria, nella mia esperienza, durava troppo poco.
Quando uscì iPhone 12 Pro Max decisi di provare. L’adattamento a iOS fu difficile, ma una volta cambiate le mie abitudini trovai un telefono stabile, costruito molto bene e capace di arrivare anche a un giorno e mezzo con il mio utilizzo. Fu il modello che cambiò la mia opinione su Apple.
Con iPhone 15 Pro Max arrivarono USB-C, più potenza e fotocamere migliori. Ho usato quel telefono per quasi tre anni nella versione da 512 GB, scelta perché mi piace registrare video, sperimentare con ProRes e conservare molti contenuti. All’epoca non avevo un Mac: trasferire file pesanti dall’iPhone a Windows era, senza troppi giri di parole, una pigna nel culo.
Perché ho lasciato il 15 Pro Max
Da nuovo, il 15 Pro Max mi portava senza problemi dalla sveglia delle 5:30 fino alla sera con circa il 55% residuo. Potevo usarlo ancora il giorno successivo: nel mio caso arrivava realmente a circa un giorno e mezzo.
Dopo quasi tre anni, circa 800 cicli secondo il dato che ricordo e una capacità massima vicina all’82%, l’autonomia era scesa a poco più di mezza giornata con YouTube, TikTok, streaming e navigazione. Con gli ultimi aggiornamenti avevo inoltre notato più calore, rallentamenti nello scorrimento e blocchi di due o tre secondi.
Avrei potuto sostituire la batteria, ma ero anche stanco delle dimensioni del Pro Max. Scrivere con una mano e raggiungere la parte alta dello schermo era scomodo. Ho quindi venduto il telefono, valutato 440 euro, e sono passato al modello Pro più piccolo.
Se oggi avessi ancora il 15 Pro Max con una batteria nuova, probabilmente non comprerei l’iPhone 18 Pro. Questa è la conclusione più importante di tutta la recensione.
Prezzo e configurazione
Il mio iPhone 18 Pro ha 512 GB di memoria ed è nella colorazione Ghiacciaio. È stato acquistato a rate attraverso un operatore telefonico, ma i circa 2.200 euro indicati riguardano soltanto il dispositivo: la tariffa telefonica è separata.
Apple vende direttamente la stessa configurazione a un prezzo inferiore. Questo non rende sbagliato l’acquisto tramite operatore, ma dimostra quanto sia importante guardare il costo totale delle rate e non soltanto la cifra mensile.
Più piccolo, ma sorprendentemente pesante
Il formato da 6,3 pollici è il miglioramento che apprezzo di più. Posso scrivere e muovermi nell’interfaccia più facilmente con una mano. Quando devo comporre un testo lungo uso comunque due pollici, perché sono più veloce.
Il problema è il peso. iPhone 18 Pro pesa 211 grammi; iPhone 15 Pro Max ne pesava 221. Ci sono quindi soltanto 10 grammi di differenza, nonostante il nuovo telefono sia sensibilmente più piccolo. In mano sembra molto denso e dopo poco mi affatica. Con la custodia trasparente che uso sempre, il peso percepito aumenta ancora.
| Modello | Display | Peso ufficiale | La mia esperienza |
|---|---|---|---|
| iPhone 12 Pro Max | 6,7″ | 228 g | Grande, solido e molto resistente nel mio utilizzo |
| iPhone 15 Pro Max | 6,7″ | 221 g | Troppo grande dopo quasi tre anni |
| iPhone 18 Pro | 6,3″ | 211 g | Più pratico, ma pesante e stancante in una mano |
Costruzione e colore Ghiacciaio
Le colorazioni disponibili sono Nero, Argento, Ghiacciaio e Borgogna. Al momento della scelta ero indeciso soprattutto fra Argento e Ghiacciaio. Il Borgogna, quando riflette la luce in una certa maniera, può essere gradevole; per i miei gusti rimane però troppo scuro. Alla fine ho scelto Ghiacciaio: è un azzurro molto chiaro che mi piace e richiama il colore del mio MacBook, anche se sul Mac la tonalità è ancora più chiara.
Tengo il telefono sempre dentro una custodia trasparente in silicone da circa 25 euro.
Inizialmente avevo interpretato alcuni segni scuri sui lati come graffi o scolorimenti. Dopo averli puliti sono scomparsi. Potrebbero essere residui, sporco o umidità rimasti fra telefono e custodia; non ho elementi per parlare di un difetto della finitura. Il retro, le fotocamere e il connettore sono ancora in ottime condizioni.
Camera di vapore: il calore si sente comunque
iPhone 18 Pro utilizza una camera di vapore per trasferire e distribuire il calore prodotto dal chip. Al suo interno una piccola quantità di liquido evapora nella zona più calda, si sposta verso una parte più fredda, condensa e ricomincia il ciclo. Lo scopo non è rendere il telefono freddo, ma evitare che il calore rimanga concentrato in un punto e aiutare il processore a mantenere le prestazioni più a lungo.
Nel mio utilizzo, però, il telefono diventa abbastanza caldo. Lo percepisco soprattutto nella parte alta, sotto il comparto fotografico. Questo avviene durante i carichi più pesanti e si è verificato anche quando AirPlay è rimasto bloccato a lungo.
Sentire calore sulla scocca non significa automaticamente che la camera di vapore sia inefficiente: può essere proprio il segno che il calore viene portato all’esterno. Allo stesso tempo, i risultati di Steel Nomad Light mostrano che durante un minuto di carico gli FPS diminuiscono in modo evidente. Per capire quanto funzioni bene il raffreddamento dovrei ripetere il test partendo da telefono freddo, controllare la temperatura della stanza e misurare la superficie con uno strumento adatto. Per ora posso affermare soltanto due cose: il calore alla mano è evidente e le prestazioni grafiche non rimangono costanti per tutta la prova.
Fotocamera: video eccellenti, fotografie da capire
Sul lato video non ho dubbi: iPhone 18 Pro è eccellente. Registro normalmente in 4K e ogni tanto uso modalità Cinema e ProRes. La qualità dell’immagine e dell’audio è molto alta. Montare i filmati sul MacBook è inoltre molto più semplice e rapido di quanto fosse trasferirli su Windows.
Con le fotografie il mio giudizio è meno positivo. In piena luce il risultato può essere molto bello e la messa a fuoco durante un ingrandimento è continua e precisa. Nei soggetti poco illuminati, però, vedo:
- rumore più evidente;
- perdita di dettaglio nelle ombre;
- un centro nitido con bordi che a volte appaiono più morbidi;
- una resa che, a memoria, preferivo sul 15 Pro Max.
Usavo anche la modalità macro automatica del 15 Pro Max e mi piaceva il passaggio quando avvicinavo il telefono a un oggetto. Lo zoom ottico 5× lo utilizzavo meno spesso, perché fotografo soprattutto persone, oggetti vicini e paesaggi.
La principale novità del 18 Pro è il diaframma meccanico ad apertura variabile. Arrivando anche da una Nikon D800, non considero automaticamente questa funzione equivalente al controllo offerto da una reflex. Devo ancora verificare quanto cambi davvero il risultato nelle mie fotografie.
Controllo fotocamera: utile, ma lo scorrimento va migliorato
Uso il tasto dedicato alla fotocamera. Mi è comodo per mettere a fuoco e poi scattare. La funzione di scorrimento sul tasto, invece, non risponde sempre in modo preciso: potrebbe dipendere dal modo in cui lo uso, ma per ora non la trovo efficiente.
Ho quindi assegnato l’apertura della fotocamera al tasto più grande. Il tasto Azione, che sul 15 Pro Max avevo configurato per la modalità silenziosa, rimane per me molto meno importante.
Batteria: con il mio utilizzo non arriva a sera
La mia giornata comprende molto YouTube, passaggi frequenti fra applicazioni, ChatGPT, navigazione e rete 5G. Con questo utilizzo il telefono dura circa mezza giornata. Se lo lascio spesso fermo, naturalmente, l’autonomia aumenta; ma non è così che uso il telefono.
Il confronto con il 15 Pro Max nuovo è impietoso: quello arrivava a un giorno e mezzo. È vero che il Pro Max aveva una batteria più grande, ma da un telefono pagato 2.200 euro mi aspettavo comunque di arrivare almeno a sera.
Questa è un’esperienza reale, non ancora una prova controllata. Per una misura ripetibile annoterò orario, percentuale iniziale e finale, tempo a schermo, rete e applicazioni utilizzate.
iOS 27.0.1: il problema più serio è la stabilità
Il telefono usa iOS 27.0.1 stabile, non una beta. Normalmente l’interfaccia è fluida, ma ho incontrato problemi che sul 15 Pro Max non avevo.
AirPlay verso il mio televisore Samsung GQ75Q7FA da 75 pollici del 2025 è instabile quasi ogni giorno. La TV compare nell’elenco, ma il collegamento può rimanere in attesa; spesso devo disattivare e riattivare AirPlay tre o quattro volte. In un caso il caricamento è rimasto bloccato per circa mezz’ora, il telefono si è scaldato e ho dovuto effettuare un riavvio forzato.
Anche AirDrop è incostante: può succedere che l’iPhone non veda il mio MacBook a dieci centimetri di distanza, mentre il Mac rileva immediatamente l’iPhone. Alcune applicazioni, compreso YouTube, occasionalmente si aprono senza caricare subito il contenuto.
Non posso stabilire dal mio esemplare quanto siano diffusi questi problemi, ma posso dire che si presentano nel mio utilizzo reale e con software stabile.
Apple Intelligence: cosa c’è e cosa manca davvero
Una delle ragioni del cambio era provare le funzioni di intelligenza artificiale. Qui bisogna distinguere fra la mia aspettativa e la disponibilità ufficiale.
Apple Intelligence è disponibile sui dispositivi compatibili con iOS 27 anche in italiano e in Germania. Siri AI, cioè la parte più ambiziosa e più vicina all’assistente che molti immaginano, non è però inizialmente disponibile su iPhone nell’Unione europea. Inoltre alcune funzioni cambiano in base a lingua e area geografica.
Dal mio punto di vista, quindi, il telefono non mi ha ancora offerto quell’esperienza di intelligenza artificiale che aveva contribuito a convincermi all’acquisto. Non significa che il chip non abbia capacità dedicate: significa che, nell’uso concreto, non ho ottenuto il cambiamento che mi aspettavo.
Chiamate, audio e 5G
La qualità delle chiamate è buona e i microfoni sono molto validi. Anche gli altoparlanti suonano bene. Rispetto al 15 Pro Max devo però alzare maggiormente l’indicatore del volume prima di percepire un livello simile.
La ricezione 5G mi sembra sostanzialmente uguale a quella del 15 Pro Max: non ho osservato né un miglioramento importante né un peggioramento.
Ecosistema Apple: con il Mac tutto ha più senso
Oggi uso un MacBook e il rapporto con l’iPhone è molto più naturale. Posso trasferire filmati pesanti e montarli su uno schermo grande, dove è più facile controllare i dettagli. È il tipo di vantaggio che cambia davvero il lavoro quotidiano più di qualche secondo guadagnato in un benchmark.
Proprio per questo AirDrop e AirPlay dovrebbero essere affidabili: quando funzionano, l’ecosistema è uno dei motivi migliori per scegliere Apple; quando non funzionano, la promessa perde una parte importante del suo valore.
Benchmark: potenza enorme, ma non sempre costante
Ho eseguito i test sul mio iPhone 18 Pro con iOS 27.0.1. Geekbench 7 mostra una CPU e una GPU estremamente potenti:
| Test | Risultato misurato |
|---|---|
| Geekbench 7 CPU single-core | 3.999 |
| Geekbench 7 CPU multi-core | 11.109 |
| Geekbench 7 GPU | 62.664 |
| 3DMark Solar Bay Extreme | 2.977 · 20,8 FPS medi |
| 3DMark Wild Life Extreme | 7.587 · 45,4 FPS medi |
| 3DMark Steel Nomad Light | 26,41 FPS nel risultato esportato |
Le schermate originali dei test
Queste sono le schermate salvate direttamente sul mio iPhone al termine delle prove. Le applicazioni mostrano alcune voci in inglese o tedesco; sotto ogni immagine riporto il risultato in italiano.
Il dato più interessante non è il picco, ma la tenuta. Nel file esportato da Steel Nomad Light gli FPS medi passano da circa 33,3 nei primi dieci secondi a 21,4 negli ultimi dieci. Il minimo registrato è 17,17 FPS e il massimo 58,82 FPS.
Anche Wild Life Extreme mostra un avvio vicino ai 60 FPS e una seconda parte spesso compresa fra circa 23 e 40 FPS. Questo andamento è compatibile con una riduzione delle prestazioni sotto carico, ma una sola sequenza di prove non basta per attribuirla con certezza alla temperatura: i test erano stati eseguiti uno dopo l’altro e il telefono poteva essere già caldo.
Per un confronto serio con iPhone 12 Pro Max e 15 Pro Max userò test identici, stessa versione dell’app, luminosità e temperatura simili e almeno due esecuzioni dopo aver lasciato raffreddare i dispositivi.
Il confronto con iPhone 15 Pro Max
| Aspetto | iPhone 15 Pro Max | iPhone 18 Pro dopo un mese |
|---|---|---|
| Ergonomia | Troppo grande per me | Più maneggevole, ma ancora molto pesante |
| Batteria da nuovo | Circa un giorno e mezzo | Circa mezza giornata nel mio uso intenso |
| Fotografie con poca luce | Più pulite nella mia esperienza | Più rumore e dettaglio meno convincente |
| Video | Già eccellenti | Eccellenti, con qualità e audio molto alti |
| AirPlay | Reattivo sul mio televisore | Collegamento instabile quasi ogni giorno |
| AirDrop | Non lo usavo | Incostante con il mio MacBook |
| Potenza | Ancora sufficiente per tutto ciò che facevo | Molto superiore nei benchmark |
| Vantaggio concreto | Telefono maturo e completo | Formato più piccolo e prestazioni più alte |
Il mio giudizio dopo un mese
iPhone 18 Pro non è un cattivo telefono. È velocissimo, registra video eccellenti, ha buoni microfoni, un ottimo display e un formato molto più comodo del Pro Max. Se potessi scegliere gratuitamente fra i due modelli, prenderei naturalmente il 18 Pro.
Ma un aggiornamento non è gratuito. Nel mio caso è costato circa 2.200 euro, mentre il 15 Pro Max è stato valutato 440 euro. Per ciò che faccio ogni giorno, la maggiore potenza non cambia radicalmente l’esperienza: monto i video sul Mac, non sull’iPhone, e il vecchio processore era già sufficientemente veloce.
Il nuovo modello mi ha dato un corpo più piccolo, ma anche una batteria che non arriva a sera, un peso sorprendente, fotografie notturne che devo ancora imparare ad apprezzare e problemi quotidiani con AirPlay. Le funzioni di intelligenza artificiale che più mi interessavano non corrispondono ancora all’esperienza che immaginavo.
Se possedessi ancora il mio iPhone 15 Pro Max con una batteria nuova, oggi non comprerei iPhone 18 Pro.
Il giudizio potrà evolvere con gli aggiornamenti e con prove fotografiche più estese. Non cambierò però questa recensione per inseguire la scheda tecnica: la aggiornerò soltanto se cambierà davvero l’esperienza.


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